Necropoli di El Asasif

[seconda parte]



 

Tomba di Kheruef

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La Tomba di Kheruef è la TT 192 della Necropoli di El-Asasif.

Kheruef129,  del quale il nome di nascita era Naa130,  era Scriba reale, Primo araldo del re, Portatore del sigillo reale, Maggiordomo della regina Tyi, ecc…

Visse nel corso della XVIIIa Dinastia sotto il regno di Amenhotep III° del quale collaborò alla organizzazione del primo giubileo ed organizzò in prima persona il terzo.

Suo padre era Siked131,  Scriba dell’esercito del Re delle Due Terre, e sua madre era Ruiu132.

Forse era sposato con Henutneferet ma non siamo sicuri se questa fosse sua moglie o sua sorella.

Nella tomba non è attestata l’esistenza di figli.

Morì nel corso dei primi anni del regno di Amenhotep IV°/Akhenaton.

La tomba, scavata nello strato roccioso del sottosuolo, si trova ai piedi della collina di El-Asasif nelle immediate vicinanze del Tempio di Hatshepsut e non fu mai terminata.

I motivi di ciò sono controversi e le due ipotesi che incontrano maggiore favore da parte degli studiosi sono da ascriversi ad un cedimento del soffitto in corso d’opera oppure a motivi politico/religiosi subentrati nel periodo fra la morte di Amenhotep III° e l’avvento al potere di Amenhotep IV°/Akhenaton.

Non risulta che Kheruef fu sepolto qui; forse la sua dimora definitiva si trova ad Amarna.

Per accedere alla tomba si percorre una rampa scalinata, discendente al di sotto del piano del terreno, che termina con un ingresso dai montanti ed dall’architrave decorati con scene di Amenhotep IV° e della madre Tyi.

La forma con la quale è qui raffigurato Amenhotep IV° ci fa capire che siamo ancora entro il quinto anno del suo regno quando ancora non aveva cambiato il suo nome in Akhenaton.



Scalinata d’accesso e portale di Amenhotep IV°

 

Il portale di Amenhotep IV° introduce in un grande cortile, un tempo con portici colonnati, sui lati del quale si aprivano numerose altre tombe.

Il porticato sul lato occidentale del cortile, che è quello relativo alla tomba di Kheruef, presentava in origine pilastri quadrati ma la successiva costruzione, in epoche successive, di muri fra pilastro e pilastro lo hanno praticamente trasformato in un corridoio.



Porticato/Corridoio

 

La sua parete posteriore è l’unica parte del Complesso ad essere stata decorata.

I rilievi sono qualitativamente fra i migliori delle necropoli tebane.

La parete di sinistra mostra decorazioni illustranti il primo giubileo o Heb Sed dell’anno 30 di Amenhotep III° del quale Kheruef collaborò attivamente all’organizzazione.

Fra le scene che qui possiamo ammirare vediamo Amenhotep III° con Hathor che lo cinge in un abbraccio protettivo.

Il sovrano che siede su di un trono dallo schienale raffigurante la dea avvoltoio Nekhbet133, protettrice dell’Alto Egitto, indossa la doppia corona dell’Alto e Basso Egitto, la veste dell’Heb-Sed ed impugna gli scettri Heqa e Nekhekha.

La forma del primo è abbastanza inusuale data la lunghezza del manico e l’insolita curvatura dell’uncino.

Hathor tiene la mano destra sulla spalla del sovrano e con la sinistra impugna tre steli di papiro ornati alla base con geroglifici, che troviamo anche fra le braccia della dea, che significano Protezione per centinaia di milioni di anni.



Amenhotep III° ed Hathor

 

Seguono altre decorazioni illustranti le celebrazioni del giubileo con danzatrici e musici.



Danzatrici
Danzatrici

 

La parete di destra mostra decorazioni illustranti il terzo giubileo dell’anno 37 di Amenhotep III° del quale Kheruef curò in prima persona l’organizzazione.

Fra le scene che qui possiamo ammirare vediamo Amenhotep III° che siede su di un trono di forma cubica il cui schienale rappresenta un falco dalle ali spiegate mentre la moglie Tyi siede su di una sedia di foggia molto più elaborata.

Il sovrano indossa la Corona Blu134 ed impugna, con la mano destra, il  flagello Nekhekha e l’Ankh mentre con la mano sinistra tiene lo scettro Heqa che in questa scena ha la foggia classica.

La regina Tyi, seduta dietro al sovrano, indossa una corona ornata da due alte piume, tiene nella mano destra l’Ankh e nella sinistra lo scettro floreale curvo delle regine.



Amenhotep III° e Tyi

 

Nella parte bassa del chiosco, al di sotto del trono, vediamo una fila di prigionieri, tradizionali nemici dell’Egitto, che erano ritualmente rappresentati con caratteristiche somatiche ben definite e che venivano chiamati i Nove Archi.

I prigionieri hanno le braccia legate dietro la schiena all’altezza dei gomiti e l’ovale posto dinnanzi a loro ci indica la loro regione di appartenenza.

Questa scena è solitamente posizionata sotto i piedi del sovrano a simbolizzare il dominio che lo stesso deteneva sulle popolazioni sottomesse.

Ci è pertanto possibile riconoscere:

- i Tjehenu, popolazioni provenienti dal deserto nord occidentale, l’attuale Libia.

- i Peityu-shu, popolazioni nomadi abitanti del deserto arabico.

- i Ta-Mehu, abitanti del Basso Egitto.

- gli Sheshtyu, abitanti delle oasi.

- i Ta-shema, abitanti dell’Alto Egitto.

- gli Shatyu, abitanti dell’Alta Nubia.

- gli Hau-Nebus, popolazioni dell’area mediterranea.

I "Nove Archi"

 

Sempre sulla parete destra del portico/corridoio vediamo rappresentate, nell’ambito dei festeggiamenti legati al terzo giubileo, scene di musici, cantanti, danzatori, schermitori con bastoni e pugili.



Pugili

 

Di particolare rilievo la scena che illustra una sfilata di otto principesse, a coppie di due.

Secondo alcuni studiosi si tratta di figlie del sovrano e secondo altri di principesse straniere facenti parte della corte reale.

Le principesse reggono due differenti tipologie di vasi con beccuccio, in oro ed in elettro135, con i quali effettuano libagioni.

Da notare che ai vasi sono stati tolti i tappi mentre i vasi posti sui piccoli tavoli fra le principesse sono ancora tappati.



Principesse in atto di compiere libagioni

 

Una parte del soffitto è ancora in loco e presenta decorazioni bianche, rosse e turchesi.

Bande gialle con testi geroglifici blu delimitano i pannelli decorati.



Soffitto del portico/corridoio

 

Il passaggio che porta alla prima sala a colonne presenta, sulla destra, un testo geroglifico blu su fondo bianco che illustra un offerta funeraria.



Testo geroglifico di offerta funeraria

 

Nel soffitto è ancora nella sua sede un cippo in legno forato nel quale si inseriva il cardine della porta.



Sede per cardine della porta

 

Oltre questo passaggio non è più possibile proseguire.

La prima sala a colonne, nella quale si apriva il pozzo che portava alle camere funerarie, è andata quasi interamente distrutta e sono visibili solamente miseri resti delle colonne scanalate che sostenevano il soffitto.



Prima sala a colonne